Zero Più Marta 2016

Un anno con voi – 2016

Zero Più MartaIl 2016 è iniziato risalendo idealmente la Penisola da Sud verso Nord. Per prima cosa, ancora freschi di feste e mangiate natalizie, siamo stati contattati dalla Campania da due novelle spose per realizzare le partecipazioni di nozze per i loro annunci di matrimonio. Questo ci ha fatto enormemente piacere, perché significa che il sito internet è visibile e che ormai abbiamo raggiunto una dimensione nazionale Risultati immagini per emoticons sorriso. Ci siamo subito messi all’opera e abbiamo realizzato delle partecipazioni davvero speciali. Viene da dire che, chi ben comincia è già a metà dell’opera e, con le nostre partecipazioni, siamo sicuri che le nostre nuove amiche hanno sicuramente iniziato alla grande. Gli auguriamo ogni bene e una felice vita insieme ai loro uomini. Dopo la Zero Più MartaCampania, siamo sbarcati a Roma!!! Ci ha contattato il negozio di artigianato Urbana 146, nell’omonima via della capitale, in rione Monti, perché aveva visto le nostre creazioni e gli erano piaciute così tanto che voleva averle. Ancora una volta la potenza del sito: abbiamo creato una macchina da guerra 😉 Così, dopo aver spedito le partecipazioni che sono andate in terra campana, abbiamo realizzato moltissimi gioielli delle collezioni “Filigrana di carta” (quilling) e “Scoobydoo”. Orecchini bugne pendenti, Diablo pendenti e disco bicolore lobo; così come le collane, i braccialetti e gli anelli delle nostre collezioni in “Filigrana di carta”; orecchini pendenti e a lobo, così come i girocolli della collezione “Scoobydoo”. Per un po’ di tempo, anche nella città eterna, si sono potute trovare le nostre creazioni Zero Più Martaartistiche in carta e, turisti italiani e stranieri che hanno visitato quello splendido quartiere, hanno avuto una meta in più da aggiungere alle cose da vedere assolutamente. Adesso abbiamo terminato la collaborazione, ma siamo sicuri che presto torneremo a Roma! Poi, abbiamo metaforicamente risalito ancora la penisola e ci siamo fermati a Pisa, in Toscana, dove abbiamo partecipato ad un concorso per realizzare un’opera da esporre nella sezione di cardiologia dell’Ospedale di Cisanello. Per loro abbiamo realizzato “le geometrie del cuore”, con momenti di vita e delle emozioni che vedono il cuore protagonista. Tutti i soggetti, cuore compreso, sono stati fatti componendo pezzi di tangram: da qui il riferimento alle geometrie. Se non sapete cos’è il tangram, andate a vederlo online! Speriamo che questa opera possa allietare almeno un pochino il tempo di chi Zero Più Martadovrà frequentare quel reparto: l’abbiamo fatta proprio con il cuore pensando a tutti voi!!! Infine, a Mantova, durante la prima uscita del 2016, abbiamo rivisto Susanna, una signora speciale e particolare, che colleziona maialini in tutte le forme. L’avevamo conosciuta a Dicembre del 2015 e, quasi per caso, appizzando l’orecchio, veniamo a sapere che era alla ricerca di oggetti belli, raffiguranti maiali, per incrementare la suo collezione di oltre 10.000 pezzi. Noi, pur non avendo mai ancora affrontato il soggetto “pig”, ci siamo proposti di stupirla e così è stato. Quando ci è venuta a trovare nella splendida cornice di Piazza Sordello, in una giornata che più invernale non si poteva, l’abbiamo accolta con una bellissima lampada in carta, elegantemente intagliata con  la forma del maiale, oltre a due paia di orecchini raffiguranti il simpatico suino, uno al lobo, uno pendente. Così, se nelle nostre scelte troverete adesso anche i maiali, sapete chi dovete ringraziare Risultati immagini per emoticons sorriso.

Zero Più MartaNaturalmente, nel frattempo che accadevano tutte queste cose, ci siamo premuniti di organizzare la maggior parte degli spostamenti e delle tappe del 2016. Abbiamo inviato richieste di adesioni, candidature, richieste informazioni e di contatto, per confermare alcune “piazze” e aggiungerne di nuove. Una nostra nuova conoscente, incontrata a Mantova i primi di Marzo, è di Treviso. L’abbiamo rivista subito dopo al primo appuntamento di RiCreAzione 2016, nelle giornate del 19 e 20 Marzo. Ci ha detto che ormai ci vedeva ovunque!!! Infatti, dopo Mantova, era andata a Roma e, passeggiando per le vie del centro, si è imbattuta in Urbana 146, dove ha trovato, con suo grande stupore, le nostre creazioni. Eh, sì, cari amici, quando vogliamo sappiamo proprio essere avvolgenti, pronti in ogni occasione e in ogni località.

La consacrazione della nostra maturità e crescita l’abbiamo avuta alla Fiera Internazionale dell’Artigianato, Fortezza da Basso, dal 23 Aprile al 1° Maggio 2016, Firenze. Momenti bellissimi, intensi e quasi magici, per la nostra prima volta ad un evento così Zero Più Martaimportante. Dopo che l’Associazione Heyart ci aveva contattati per dirci che eravamo stati selezionati per partecipare, l’ansia è andata alle stelle Risultati immagini per emoticons sorriso. L’avvicinamento a Firenze è stato quasi paragonabile a quello del popolo biblico in cerca della terra promessa. Paura, emozioni, tentennamenti, speranze e desideri. Mai prima di allora ci eravamo spinti così in alto; mai avevamo immaginato di osare così tanto. Saremmo stati adeguati? Avremmo passato l’esame di un pubblico attento, colto e preparato alle vette dell’artigianato italiano e internazionale? Con gioia e soddisfazione dobbiamo dire di SI. Abbiamo dato il meglio di noi, proponendo un ventaglio di tutte le nostre creazione: gioielli, elementi di arredo, proposte per cerimonie, ecc… Dopo nove giorni di Fiera, dodici ore al giorno; dopo aver visto passare migliaia Zero Più Martadi visitatori, parlato con centinaia di persone, alla fine ce l’abbiamo fatta, abbiamo superato questa grande prova e maturato una consapevolezza dei nostri mezzi altissima. Ancora una volta ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza, compresa l’ Associazione Heyart, con l’augurio di ripeterla nel futuro, anche perché sono rimasti tutti soddisfatti della posizione e delle proposte nella sezione Green Market T-Riciclo. Noi comunque, abbiamo già fatto domanda per il 2017 Risultati immagini per emoticons sorriso. Oltre a incontri interessanti per il nostro futuro, oltre ad esserci confrontati con gli altri artigiani e oltre ad aver conosciuto bellissime persone di tutti i continenti, con cui speriamo di mantenere i contatti, non sono mancati momenti esilaranti. Non dimenticheremo mai “mamma Africa” Dabba e i suoi gustosi cous cous, che ci Zero Più Martahanno supportato con energia e gusto. Impossibile dimenticare il signore che, invece di essere attratto dalle nostre creazioni, ha voluto fare uno scambio con una nostra lampada Ikea Jansjö: lui voleva a tutti i costi la nostra di colore arancione e ce ne ha portata una bianca. Diciamo che ce l’aveva promessa di rame, ma alla fine era così felice che come potevamo non accontentarlo? Comunque, robe da matti Risultati immagini per emoticons sorriso! E che dire delle persone che si soffermavano ad osservare per molti minuti il telo copri tavolo della nostra vicina, apprezzando che fosse uguale a quello che avevano loro in casa? Cioè, erano alla Fiera Internazionale dell’Artigianato di Firenze, e guardavano un telo posticcio e sgarrupato, come fosse quello la vera e propria opera d’arte. In alcuni momenti ci siamo un po’ ricreduti sul pubblico colto e amante del design che ci Zero Più Martaaspettavamo di vedere sempre Risultati immagini per emoticons sorriso. Ma la cosa più bella è stata l’eterno ritorno di un signore di una certa età che, attratto dalle nostre creazioni, lo vedevamo ogni giorno allo stand, in silenzio e in punta di piedi, per poi spiegarci l’ultimo giorno, quasi a scusarsi, che non sapeva stare lontano dalle cose belle. Questo ci ha riempito di gioia e dato una grandissima energia, che ci dà forza ancora adesso. E come lui, ci sono state tantissime persone di tutte le età e di ogni genere, entusiaste e rapite da ciò che siamo in grado di creare. Tant’è che si era sparsa la voce per Firenze della nostra presenza e, nei giorni successivi, moltissimi sono venuti alla Fiera appositamente per vederci dal vivo, dopo che erano stati convinti da amici o conoscenti. Da farci venire le lacrime agli occhi. E la visione diretta ha portato ulteriore entusiasmo reciproco. Infatti, dovete Zero Più Martasapere che questi momenti di contatto ripagano delle lunghe settimane invernali di preparazione e di laboratorio, dove ci si prepara in solitudine ad eventi come questo. Ed essendo tutto opera del proprio ingegno, facciamo tutto rigorosamente a mano, da zero. Per questo serve tempo e preparazione, anche se poi non si sa come va a finire. E per fortuna, a Firenze è andata proprio bene e siamo contenti di quanto è successo.

Accanto a momenti belli come quello appena descritto, ci sono stati anche momenti frustranti da classificare come dei veri e propri buchi nell’acqua. Il più grande di tutti, nel 2016, è stato quello che si è venuto a creare, purtroppo, nelle acque del lago di Garda a Torri del Benaco (VR), con un’esperienza Zero Più Martavissuta che definire surreale è dir poco. Arrivati dopo una notte in campeggio tra gli schiamazzi dei villeggianti, l’organizzatore che ci ha contattato non c’era e non capivamo come accedere con la macchina al luogo stabilito. Finalmente ci dicono che dobbiamo fare due – tre infrazioni per arrivare intorno al porticciolo. Siamo stati un po’ lì a capire a chi rivolgerci ed a spiegare al ragazzo che abbiamo trovato per caso, chi eravamo e cosa facevamo. Lui ha allora provato a sistemarci quasi sulle sponde del lago, in una giornata ventosissima. Già il fatto che non avessero previsto le postazioni precedentemente ci sembrava strano. Poi, visto e considerato il nostro stupore alla sua proposta di sostare in fondo alla fila di gazebo, così esposti, ci ha spostato in una via laterale, comunque di passaggio. Anche lì, per farci evitare una piccola infrazione con la macchina, hanno Zero Più Martapreferito piuttosto farcene fare molte di più, con un giro più largo, in attesa dei camion della frutta e del fioraio, per poi ritrovare lo stesso imbocco. Finalmente, arrivati nella postazione indicata e confermata più volte, abbiamo scaricato e montato tutto. Ci dicono dove andare a parcheggiare, dandoci un permesso. Noi abbiamo chiesto se era un posto sicuro e, sempre l’ineffabile ragazzo, dice che non si devono fare “cose strane”. Che avrà mai voluto dire? Dopo una richiesta di chiarimenti, ci ha risposto che non dovevamo parcheggiare sul posto per disabili. Restiamo allibiti. Come se parcheggiare lì fosse stata una opzione praticabile. Apriamo il gazebo, apriamo i tavoli, riempiamo le campane d’acqua per fare peso, allestiamo il banco, ecc… Fatto questo, eravamo arrivati quasi alle 9:30, quando iniziavano a girare le prime persone. Peccato che è arrivata anche una signora, che ha il negozio avanti a dove ci avevano messo, Zero Più Martaa dirci che lei deve uscire con i vestiti di 1,8 metri, avendo il plateatico concesso e autorizzato dal Comune. Il problema è stato che, uscendo di quella metratura, veniva quasi a contatto con il nostro gazebo, tant’è che non ci passava più quasi nemmeno una carrozzina per bambini. Grande problema. Giustamente il negozio era lì da prima e eravamo noi gli intrusi. Arrivano dipendenti comunali, polizia locale, organizzatori e, verso le ore 12:00, il verdetto è stato che ci dovevamo spostare ancora, ma questa volta non con la macchina, ma a piedi, perché nel frattempo c’era gente e non si poteva più accedere con l’auto. Non ci potevano pensare prima? Ma chi aveva pensato tutto questo? Mentre discutevamo, siamo riusciti a parlare con qualcuno, ma troppo poco e troppo sporadicamente. Inoltre, eravamo scioccati e affranti dalla situazione. L’organizzatore ci ha rassicurati dicendo che ci avrebbero dati una “posizione ottimale”. Lo scetticismo aumentava. Com’era possibile che la “posizione ottimale” non fosse stata già assegnata a qualcuno? Zero Più MartaInfatti, il posto che ci hanno dato era di risulta, quello che rimaneva libero, davanti al Municipio, dove non passava nessuno. Ce l’abbiamo messa proprio tutta, spostando a piedi ogni cosa, in mezzo ai turisti e agli altri banchi che facevano quello che eravamo andati a fare anche noi. Sotto tanto caldo, siamo riusciti a rimontare tutto per le 15:00, per venire a sapere che potevamo pure dare fastidio, perché si sposava la figlia del vice sindaco. Colpo del K.O. La ciliegina sulla torta è arrivata la sera stessa, essendo sabato 2 Luglio, quando l’Italia è stata eliminata dalla Germania nell’Europeo di calcio svoltosi in Francia nel 2016. Il giorno dopo abbiamo raccolto i nostri ciottoli e ce ne siamo andati sconsolati e con le pive nel sacco. Ecco, cose del genere sono tristi e non devono succedere, perché ci hanno messo nelle condizioni peggiori e non c’è SAM_3068giustificazione per chi doveva decidere e organizzare e non ha fatto bene il proprio lavoro. Noi non amiamo lamentarci, ma questo fatto andava proprio raccontato, perché è stato davvero deprecabile e speriamo che non si ripeta più per nessun altro. Inoltre, per dire che cose del genere possono purtroppo anche accadere e, quando succedono, si devono archiviare il più velocemente possibile per passare oltre non farsi abbattere.

Fortunatamente ci siamo ripresi poco dopo con una nostra recente fan di Treviso che è venuta a trovarci direttamente a casa / laboratorio per qualche nostro gioiello. E poi, in arrivo in Toscana, per Mercantia a Certaldo, siamo passati noi a domicilio, da Catia, altra grande fan, a portargli una bellissima lampada gufo carta rossalampada a forma di gufo. Un grazie speciale a queste due donne per averci rinfrancato con affetto e complimenti, che sono stati proprio un buon viatico anche per Mercantia, dove chi ci aveva conosciuto l’anno precedente ci stava aspettando. Prendendo a prestito le parole dal nome di un ristorante trovato sulla strada per Certaldo, che si chiama “Pensavo Peggio”, viene da dire che i momenti bui sono difficilissimi nel momento in cui si vivono, ma il tempo che si sviluppa a seconda delle emozioni, fa si che momenti belli successivi relativizzano le brutte esperienze precedenti. Questa è anche l’occasione giusta per ringraziare della loro ospitalità Elena e Giorgio di Certaldo che, con il loro DorMiglio, creano cuscini artigianali in pula e semi. Grazie a questi due splendidi ragazzi la presenza a Mercantia è stata meno stancante, avendo potuto dormire a casa loro, condividendo buon cibo e belle chiacchierate. E il SAM_31502016 è stato un Luglio meno caldo e più ventilato del 2015, con un bel maestrale che mitigava il sole, tant’è che la sera faceva anche freddo e ci siamo fatti prestare due felpe dai nostri ospiti, perché non ci eravamo nemmeno posti il problema che a Certaldo a Luglio potessimo avere freddo!!! Sempre a Luglio ci siamo tolti lo sfizio di provare la Festa dell’Unicorno a Vinci, nell’unica giornata di venerdì 22, per renderci conto che non era proprio il nostro pubblico, ma ci siamo divertiti comunque molto a vedere tutte quelle persone vestite da Harry Potter o da Signore degli Anelli. E, comunque, possiamo riprovare l’esperienza sui tre giorni, perché la Festa è interessante e di gente ne gira proprio tanta. Lì, inoltre, abbiamo preso la palla al balzo e contattato gli organizzatori di Effetto Venezia a Livorno, che ci hanno chiamato il pomeriggio stesso dell’inizio, perché si era liberato un posto e siamo riusciti a fare anche questa esperienza. Insomma, un Luglio toscano davvero proficuo, anche per il futuro e per il mare che, tra un evento e l’altro, ci siamo concessi.

Agosto fa rima con Pisogne ormai da tre anni. E pensare che quest’anno era iniziato tutto in salita quando, due giorni prima dell’inizio, riceviamo la brutta notizia che il centro di educazione ambientale di Fraine, dove siamo sempre stati ospiti, non era più Zero Più Martadisponibile. Purtroppo, nel corso dell’inverno, non sono state spurgate le tubature dell’acqua che, gelando, ha distrutto tutto, rendendo inagibile l’intero stabile. Un brutto danno, non solo per noi, ma per tutta la comunità, perché quell’edificio è una risorsa e speriamo che venga presto restaurato e reso di nuovo disponibile per le scuole, gruppi e associazioni. E meno male che l’organizzazione è andata a verificare poco prima dell’inizio della Mostra Mercato, altrimenti ci saremmo tutti trovati senza sapere che pesci prendere. Invece, ci hanno comunicato che saremmo stati alloggiati in una scuola elementare e media a Grotacasolo e, così, abbiamo potuto organizzarci con altri artigiani per sopravvivere. Soprattutto MonSimò è stata preziosa, con la simpatia di Lele e l’affettuosissima Olive, cagnolina sempre affamata e scodinzolante. Anche quella scuola avrebbe sicuramente bisogno di essere SAM_3677restaurata, ma è stata vivibile e, tutto sommato, un tuffo nel passato. A parte la vista delle aule, con i banchi e la cattedra, la cosa che ci ha fatto maggiormente tornare indietro nel tempo è stata la campanella, che suonava a partire dalle otto di mattina, ogni ora, più la ricreazione. E pensare che andavamo a dormire non prima delle due di notte. Un bel risveglio, non c’è che dire. Ma, alla fine, ci si faceva l’abitudine e restava solo un riferimento temporale delle nostre mattine. A parte questo contorno pittoresco, la Mostra è andata bene ed il tempo è stato clemente e buono. Tra i bei ricordi di quest’anno, ci piace ricordare la signora anziana del piano di sopra al nostro temporary shop, che cucinava da Dio e si affacciava, di tanto in tanto, per salutarci o scendeva per venirci a trovare. Abbiamo fatto anche la conoscenza di un tedesco simpatico di Monaco a cui abbiamo chiesto quanti tedeschi restano in Germania d’estate, Zero Più Martavisto che sono tutti in Italia. Lui, sorridendo, ha risposto “sempre più degli olandesi”. Infatti, dov’era lui, era sempre circondato da olandesi. Poi, ha detto che era lì perché la figlia doveva prendere dei regali per le sue compagne di classe. Al che è comparso nei nostri occhi il simbolo del dollaro o dell’euro, ma poi ha preso solo due orecchini piccoli, piccoli, facendoci dispiacere per le poche amiche che aveva la figlia. Ma il buontempone tedesco ha subito rassicurato che i regali erano solo per le best friends. Infine, come non citare e ringraziare Magda, che ci è venuta a trovare tre volte. La prima volta ha preso gli orecchini lobo scoobydoo a base quadrata, colori caldi dell’autunno. In quell’occasione ci ha commissionato un anello regolabile uguale con gli stessi colori. Così, la seconda volta ha preso l’anello e ci ha chiesto anche una collana Zero Più Martache non avevamo mai fatto, né pensato prima, con gli elementi scoobydoo che partendo piccoli ai lati, crescono, fino ad arrivare al centrale grande. Collana che ha preso la terza volta, spiegandoci che quella parure gli sarebbe servita per festeggiare il suo anno di carta, che è il primo anno di matrimonio. Noi non lo sapevamo. E voi? Guardate che bel regalo ci ha fatto. E come ci sarà utile questa informazione Risultati immagini per emoticons sorriso. La ringraziamo e, presto, proporremo anche una linea sulla base della collana creata per Magda e che potrebbe anche portare il suo nome.

Infatti, è proprio il rapporto con voi tutti che ci stimola. Le commissioni ci intrigano e ci piace costruire una linea, un gioiello, una lampada o partecipazioni e bomboniere insieme a voi. Perché dentro c’è tutta la passione di cui siamo capaci e tutto il vostro desiderio più bello, forte e puro. Mi raccomando, non mancate di sollecitarci e di richiedere le cose più varie, perché è dall’incontro di due fantasie che nasce la migliore scintilla della creatività. Noi ci mettiamo del nostro, ma ci piace anche ricevere proposte vivaci, brillanti e ingegnose.

E veniamo alla descrizione di un evento che avremmo preferito descrivere con parole diverse e più lusinghiere di quelle che ciZero Più Marta apprestiamo ad usare. Parafrasando le parole dell’assessore alla cultura del Comune di Mantova, che abbiamo ascoltato in una delle innumerevoli presentazioni e conferenze del Festival della Letteratura di Mantova 2016, ci eravamo preparati alla grande per i giorni più importanti, della settimana più importante, dell’anno più importante per Mantova. Infatti, nel 2016 Mantova è stata capitale italiana della cultura rendendolo un anno speciale. All’interno di quell’anno, ricco di mostre, eventi culturali, attività, il Festival della Letteratura ha rappresentato l’apice e la vetta, sia per numero di visitatori (più di un milione) sia per ricchezza nell’offerta. Eravamo letteralmente euforici all’idea che avremmo incontrato il nostro pubblico, in grande quantità, per tutti i quattro giorni di Festival. Peccato che noi è come se non ci fossimo stati. Infatti, la location scelta dagli organizzatori è stata altamente discutibile, relegando gli espositori artigiani sul lungolago Mincio, sotto il sole, tra gli insetti, guardando in fila indiana una palude lacustre e vedendo Zero Più Martaaccoppiare le libellule allegramente. Non esageriamo se diciamo che giovedì e venerdì abbiamo visto passare sul lungolago un centinaio di persone in tutte le due giornate, mentre a poche centinaia di metri 400.000 persone circa correvano da una parte all’altra del centro storico per assistere agli incontri e alle presentazioni letterarie. Purtroppo, non eravamo nel loro percorso, né sulle mappe degli eventi paralleli che erano disseminate per la città. L’attrattiva più vicina alla nostra postazione era il museo dei vigili del fuoco, separato da noi dall’attraversamento di una strada trafficata e da un dislivello con vegetazione che impediva ai visitatori di scorgere la nostra presenza e anche solo di immaginare che potessimo essere lì. Giungevano voci di persone che ci stavano cercando in Corso Umberto I, dove avrebbe dovuto svolgersi la mostra mercato, e che non sapevano dove trovarci. I più coraggiosi tra i visitatori, quelli che hanno insistito, ci hanno raccontato di averci trovato dopo più di mezz’ora di ricerche. L’aspetto più surreale della questione, oltre al fatto che chi ci avrebbe apprezzato e ricercato non sapeva dove fossimo, era che per coloro che si trovavano sul lungolago Mincio, noi eravamo quasi un impedimento al loro jogging, al loro giro in bicicletta e al loro ritirarsi in un luogo appartato e fuori dalla calca, al loro venire a mangiare il risotto in riva al lago. Chi ci veniva a trovare non era minimamente interessato a noi e ci Zero Più Martaguardava come se fossimo stati marziani atterrati con un’astronave scintillante. La maggioranza di quelli che incrociavamo per sbaglio e tra sbadigli, fuggiva dalla città in quei giorni di Festival, nei giorni più importanti per Mantova, per starsene in pace e trovavano noi che gli rompevamo pure le scatole. Di quelli che venivano per il risotto, non c’era proiezione mentale verso l’artigianato, in quanto facevano fatica a collocarlo in quel contesto, preferendo ristorarsi con una bella mangiata e una defaticante passeggiata. Potete immaginare con quanta frustrazione iniziale, seguita da rabbia e rassegnazione incrociavamo gli sguardi di questi casuali e imprevisti visitatori bucolici e con cui avremmo dovuto intrattenerci. Il giorno, poi, era di un caldo asfissiante, mentre appena tramontava il sole si riempiva tutto di una miriade di insetti più vari e disparati, che andavano a ricoprire tutte le cose che trovavano all’interno dei gazebo e intorno le superfici interne degli stessi gazebo. È vero che siamo diventati esperti entomologi, studiosi di insetti, ma visto il costo affrontato, unito a quello del pernottamento di quattro notti, pedaggio, benzina, alimenti ed energie, se questa trasferta non è stata un disastro totale è perché abbiamo avuto molta fortuna. Per moltissimi altri, purtroppo, è stato un bagno di sangue. Abbiamo Zero Più Martavisto espositori che avevano pagato quattro giorni anticipati, quattro notti d’albergo e tanto altro ancora, non provare nemmeno ad allestire, tornandosene a casa. Abbiamo visto il pianista Paolo Zanarella, scendere il pianoforte, comporre due accordi e scappare ad Ancona la mattina del primo giorno. Abbiamo visto la frustrazione dei colleghi che si rifletteva sullo specchio d’acqua mentre, alle nostre spalle, si svolgeva il più grande evento del Nord Italia di Settembre 2016. Abbiamo visto di tutto, potevamo essere ovunque, ma non eravamo al Festival della Letteratura di Mantova. E di tutto questo ci eravamo già accorti all’arrivo, giovedì mattina presto quando, facendo due giri in macchina e sapendo dove andare, non riuscivamo a capire dove fosse il luogo che stavamo cercando per allestire. Noi siamo della filosofia che una volta che sei in ballo, bisogna ballare e che l’unica battaglia persa è quella non ancora combattuta, ma l’impatto è stato subito forte e la botta morale e psicologica anche. Parlandone agli organizzatori per essere rassicurati sulla bontà della posizione, ci hanno comunicato che “i dirigenti raramente si sbagliano” e che l’evento sarebbe Zero Più Martastato un successo. Purtroppo non è andata così e duole essere la Cassandra di turno portatrice di cattive notizie, ma non siamo rimasti zitti, fermi ed inerti, a costo di passare per rompiscatole, ma ci siamo adoperati per trovare un minimo di bandolo di una matassa che pareva impossibile da sbrogliare. Ci sono stati momenti di scontro verbale anche acceso e di nervosismo esasperato, ma alla fine ci siamo venuti incontro e l’organizzazione si è mostrata capace di capire le nostre ragioni, permettendo di cavarcela anche in una situazione esasperata come quella. Però che peccato per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Che peccato il non aver incontrato il nostro pubblico. Che peccato essere venuti per partecipare, da protagonisti, ad un Festival letterario in una bella ed affascinante città, ed esserci ritrovati alla sagra del risotto sul prato davanti al lago Mincio. Lo scarto tra le aspettative e la realtà è stato fortissimo. Meno male che la domenica, visto l’evento concomitante di un concerto di un’orchestra di musica classica, su piattaforme galleggianti in mezzo al lago, ci siamo ripresi definitivamente. Questo per dimostrare che per quanto si vogliano evitare errori del genere e nonostante l’esperienza, se ci si ritrova dentro, non bisogna arrendersi mai, ma lottare per Zero Più Martauscirne senza farsi troppo male.

Quello che Mantova ci ha tolto, Ferrara ce l’ha restituito. Inaspettatamente, poco tempo dopo ci chiamano per invitarci al Festival di Ferrara della rivista Internazionale. Prima volta nella città estense, finalmente, a contatto con parte del pubblico che ci era sfuggito nella città dei Gonzaga. In questo caso, vorremo complimentarci con gli organizzatori per la qualità degli artisti – artigiani selezionati e per la posizione centrale della nostra manifestazione. Ad onor del vero, di Ferrara abbiamo visto poco, essendoci dedicati ai nuovi e consolidati amici e fan che ci sono venuti a trovare. Però, è stato piacevole e bello quello che siamo riusciti a vedere. Ferrara è accattivante e si mangiano delle vere e proprie prelibatezze. In questo caso l’aspetto bucolico e Zero Più Martaavventuroso è stato toccato nelle ore notturne, in quanto ogni albergo, b&b ed altri simili della zona erano stati tutti riservati per il festival e noi siamo dovuti ripiegare sul campeggio comunale. Il tempo ci ha graziato durante le ore diurne, e questo è stato un bene, ma ce lo siamo beccato il sabato notte al camping. Dal punto di vista romantico, è stato bello sentire l’acqua picchettare sulla tenda e allietarci il sonno. Per quanto riguarda il fango, in cui la tenda era immersa ed in cui anche noi dovevamo passare per entrare ed uscire, un po’ meno. Però, la tenda è stata ripulita al ritorno a casa, e resta solo il ricordo di un piacevole week end.

Come dicevamo, alti e bassi si sono susseguiti nel corso del 2016. Potevamo forse accontentarci e risparmiare le energie in vista del Natale, oppure decidere Zero Più Martache si doveva riempire pure il ponte di Ognissanti con il tanto decantato Halloween? Come potete immaginare abbiamo puntato sulla seconda opzione, ma se quel week end lo avevamo lasciato libero un motivo c’era. Diciamo che dopo un po’ di tempo che sperimentiamo, proviamo e ci spostiamo, abbiamo capito che non serve a niente muoversi forsennatamente come trottole, al fine di riempire ogni buco libero di tempo. Invece, vuole il saggio e l’esperienza, ci si deve concentrare su pochi eventi e/o iniziative veramente importanti, preparandosi per quelli e lasciare perdere tutto il resto che, in un’ottica di un anno e di lungo termine, non porta grande risultato. Quindi, caro operatore dell’ingegno o caro / cara artigiano / artigiana, espositore o espositrice alle prime armi o non, se ci stai leggendo, prendi nota e fai tesoro di questo consiglio almeno tu!!! Noi, tutti gli anni ce lo ripromettiamo e tutti gli anni ci cadiamo. Dal 2017, se insistiamo ancora, siete autorizzati a legarci o a sequestrarci le chiavi della macchina Risultati immagini per emoticons sorriso.Zero Più Marta

Ciò che ci è accaduto a Caltelbrando (Cison di Valmarino) dal 29 Ottobre al 1° Novembre 2016 è l’esempio e l’emblema eclatante di ciò di cui stiamo parlando. Purtroppo, ci siamo fidati delle persone sbagliate e delle rassicurazioni a cui volevamo credere e che sapevamo già in partenza non sarebbero state vere. L’organizzazione dell’evento ha lasciato molto a desiderare: lo hanno ammesso pure loro che qualcosa non ha funzionato, quindi è ufficiale! Se si organizza un evento in un castello isolato, le persone devono almeno sapere che questo evento esiste per poterci andare. Questa è la prima regola, perché altrimenti ce la raccontiamo tra di noi come purtroppo accade in queste circostanze. In quei giorni è passata pochissima gente e abbiamo preso tanto freddo inaspettato, visto che ci avevano assicurato che lo spazio coperto sarebbe stato riscaldato. Zero Più MartaPurtroppo, ci siamo anche ammalati e questa brutta esperienza ha avuto pure uno spiacevole strascico di bronchite. Inoltre, non si capiva bene la selezione degli espositori. A parte alcuni amici artigiani che facevano parte del nostro gruppo e pochi altri, c’era di tutto e di più: rivenditori, commercianti vari, massaggiatori, venditori di prodotti di bellezza e di cover per telefonini. Insomma, niente di più eterogeneo e meno chiaro. Veramente, le persone che sono passate si potevano contare e molte capitavano lì per caso. Non è nostra usanza andarcene prima della fine di un evento, ma in quel caso ce ne siamo proprio andati dopo tre giorni di fatica inutile, risparmiandoci almeno l’ultimo giorno. E stiamo ancora aspettando che arrivino gli artisti di strada. Per lo meno abbiamo consolidato la nostra amicizia con altri colleghi presso agriturismi della zona, dove abbiamo mangiato benissimo e, se non fosse stato per la bronchiteZero Più Marta successiva, ci saremmo lasciato tutto alle spalle più velocemente. Anche perché, poi, il Natale era già alle porte e tra Badoere, Treviso e Modena siamo stati impegnatissimi, prima a prepararci, poi a partecipare. Soprattutto i cinque giorni a Modena, dal 20 al 24 Dicembre 2016 sono stati stancanti, ma ricchi di soddisfazione.

Natale è sempre Natale, lo sapete tutti. E per chi come noi si sposta per proporre e promuovere il frutto del proprio ingegno e della propria manualità, Natale è un momento fondamentale. Per questo vogliamo ringraziare tutti coloro che ci sono venuti a trovare e tutti coloro che ci hanno contattato per commissioni, idee e suggerimenti. Treviso è stata bella, perché ricca di eventi, Zero Più Martacompresa la mostra sugli Impressionisti al museo Santa Caterina e quella su Francis Bacon a Ca’ dei Carraresi. Ciò ha portato in città molti più turisti dalle zone più disparate d’Italia, comprese le isole. Loro, adesso, tra i ricordi della città ne hanno uno in più rappresentato dalle nostre creazioni artistiche in carta. Di questo siamo contenti, perché leggevamo negli sguardi dei turisti, anche di chi era appena stato a vedere Venezia per la prima volta, tanto stupore e tanta meraviglia nel vedere i nostri lavori. Ma anche i locali hanno apprezzato tutte le novità, perché la fucina delle nuove idee è sempre aperta e si sfornano sempre novità sorprendenti. Natale è un momento bello e piacevole, però anche tanto freddo Zero Più Martaper chi deve stare fuori tutto il giorno come noi. Però, come ha avuto modo di vedere chi è passato a trovarci, ci avete visti preparati e pronti a tutto. Il nostro abbigliamento per quel periodo dell’anno è tutto un programma: maglietta della pelle, maglietta di cotone maniche lunghe sopra questa, giacca termica tecnica e sciarpa chiusa stretta intorno al colle, maglione a collo alto, maglione più pesante a V e maglione più leggero girocollo. Inoltre, un collo di lana o pile, guanti, cappello (a volte due), doppio calzino e scarpe da montagna. Come se non bastasse, coccolo ricaricabile con l’elettricità  (secondo noi dentro c’è il plutonio) per scaldare le mani, cartone a terra per non stare a contatto con il nudo e umido pavimento e, a Modena, avevamo Zero Più Martaanche la stufetta. Insomma, non ci avrebbero riconosciuto nemmeno i nostri genitori Risultati immagini per emoticons sorriso. Ma voi siete stati bravissimi a scovarci ed a riconoscere dagli occhi che eravamo proprio noi!!! Certo, anche le creazioni esposte hanno aiutato. Anche Modena è stata una bella prova, faticosa ma ricca di soddisfazioni. Vogliamo ringraziare prima di tutto la nostra amica Simonetta, che ci ha ospitato e che ha reso possibile e piacevole la nostra presenza lì, così come tutti coloro che ci hanno riempito di complimenti, attenzioni e dato un po’ del loro tempo per ammirare ciò che avevamo da proporre. Ricordiamo con piacere chi è tornato più volte, per sé o per regali, avendo bisogno di più tempo per inquadrare l’insieme di ciò che aveva davanti. Così come è stato un piacere immenso intrattenersi con chi si innamorava subito di tutto, ma non sapeva scegliere, o chi sceglieva tutto di una collezione, avendo le sue preferenze belle chiareZero Più Marta e decise. Particolarmente apprezzato a Modena è stato anche il nostro nuovo packaging e le confezioni per le collane e per gli orecchini, che raddoppieremo in varietà e qualità per il futuro. Promesso! Ci piace ricordare, infine, una ragazza italo – australiana che cercava un regalo per sua sorella rimasta a Sydney. La famiglia emigrata in Australia, da diverso tempo, era originaria dell’Abruzzo e sua sorella era nata a Dicembre, quindi ci voleva un regalo bello e significativo, che unisse quello di Natale a quello per il compleanno. La nostra visitatrice, appena ha visto una collana a tre cerchi realizzati con carta di libro, non ha avuto dubbi: era lei! Infatti, all’interno di questi cerchi, tra molte parole spezzate e lettere o apici sparsi, si poteva leggere la parola “Abruzzo” e quella “Dic”, diminutivo di Dicembre. Tutto il senso di ciò che era sua sorella, raccolto in una bellissima collana. Quando si dice il destino! Infatti, era l’ultima rimasta di quella tipologia, come se aspettasse proprio lei!!! Davvero notevole e noi siamo contenti che abbia trovato casa agli antipodi, così da immaginare che sulle creazioni Zero Più Marta non tramonti mai il sole Risultati immagini per emoticons sorriso

E ora, dopo aver sciorinato tanta megalomania degna della regina Vittoria, ci rimettiamo a lavoro più carichi che mai, con nuove idee e una nuova macchina fotografica seria per immortalarle come si deve. Auguriamo a tutti voi nostri fan, followers, amici, simpatizzanti o casuali navigatori in rete un felice 2017! A presto, un abbraccio forte e di cuore. Marta e Marco

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